
Il meccanismo delle puntate del Texas Hold’em
Il funzionamento delle puntate del Texas Hold’em è uno dei suoi aspetti più importanti e senza capirlo a fondo non si potrà pretendere di giocare né tantomeno di seguire una partita di poker online.
Il giro di scommesse è il momento in cui i giocatori, in base alla qualità del punto in loro possesso e ad un’analisi approfondita delle carte visibili, decidono quanto rischiare di puntare in una data mano di poker.
Ogni round di scommesse si conclude o quando uno o più giocatori eguagliano la puntata massima di uno dei partecipanti alla mano, oppure quando rimane un solo giocatore e gli altri abbandonano; in quest’ultimo caso l’unico giocatore ad essere rimasto in partita è il vincitore del piatto.
In poche parole nel Texas Holdem un giocatore al momento di puntare si trova di fronte alle seguenti possibili opzioni:
· Passare la mano (fold o foldare come si dice italianizzando questa parola inglese); il giocatore valutate le sue carte e le carte in comune e le puntate degli avversari e le possibili combinazioni, decide di non scommettere più per quella mano, getta le carte, abbandona il gioco.
· Chip, o bussare (check); il giocatore decide di delegare l’iniziativa della puntata ad un altro giocatore e decide di valutare l’evolversi del gioco senza effettuare la puntata. Quando un altro dei concorrenti punta il giocatore ad aver fatto check deve scegliere se coprire la puntata o passare la mano.
· Vedere la puntata (call); dopo una puntata o un rilancio di un concorrente gli altri giocatori devono decidere se vedere la puntata o rilanciare. La parola “call” nel gergo pokeristico americano indica l’azione di vedere la puntata dell’avversario senza rilanciare.
· Rilanciare (raise): durante il giro di scommesse il giocatore ha la facoltà di aumentare la quota di una precedente scommessa effettuata da un suo avversario; ad esempio, se Marco punta 10$, Francesco può decidere che la somma non è sufficiente per giocare e rilanciare fino a 20$.
Nel Texas Hold'em ogni qualvolta che un giocatore alza la puntata, cioè rilancia, tutti gli altri per proseguire nel gioco devono coprire (call) la somma puntata da tale concorrente. Spesso capita che alcuni giocatori non dispongano della somma necessaria per coprire la puntata dell’avversario: in tal caso avranno la possibilità di effettuare il famoso all in, ovvero di scommettere interamente le fiches che hanno a disposizione e continuare a giocare.
In tal modo il giocatore che ha effettuato l’all in concorre al piatto solo per la quota coperta dalle sue fiches (main pot), la restante parte del piatto viene spartita tra gli altri giocatori in gara.
L’all in, in questi casi, è un po’ come l’ultima spiaggia: se infatti il giocatore che è appena andato in all-in non riesce ad aggiudicarsi il main pot, perde tutte le sue fiches ed è fuori dal gioco.
In genere l’all-in è utilizzato dai giocatori con poche fiches, ma spesso può essere utilizzato anche quando si ha a disposizione un gruzzolo più consistente, ad esempio per bluffare,
intimorire gli avversarie rubare il piatto.
Una volta scoperto il flop, la puntata minima consentita deve essere uguale alla somma del big blind (grande buio), mentre i giocatori che non arrivano a coprire tale cifra con le loro fiches possono scegliere di andare all in.
Se poi il giocatore rilancia con un all in e questa cifra è inferiore a quella stabilita per il rilancio minimo, gli altri giocatori non possono più rilanciare, possono solo limitarsi a vedere (check) o a passare la mano (fold).



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