
Il Bluff e lo slow play: tutte le strategie per ingannare gli avversari
Un giocatore di poker usa regolarmente l’inganno per sperare di indurre i suoi avversari all’errore; nel poker esistono essenzialmente due tipi d’inganno, uno è il bluff, overo quella strategia che induce gli avversari con mani più alte della nostra a passare ed a regalarci il piatto, l’altro è lo slow playing che in pratica è l’opposto del primo, perché si scommette basso con una mano alta invece di scommettere alto con una mano bassa (come si fa nel bluff), ma vediamo bene queste due strategie d’inganno nel dettaglio.
· Il bluff:
Il bluff è molto utile nel Texas holdem poker, perchè spesso induce gli avversari a credere che il giocatore che stà bleffando ha in mano la mano migliore e quindi li induce a passare (fold).
essenzialmente esistono due tipi di bluf chiamati bluff puro (pure bluffing) e semibluf (semibluffing)
Il bluff puro, (detto anche stone-cold bluff nel gergo del Texas Hold’em poker), è una puntata o un rilancio con una mano bassa (o addirittura senza alcun punto) che ha scarsissime possibilità di essere la mano migliore. Un giocatore attua questo tipo di bluff per indurre tutti i suoi avversari a passare percheè questo è l’unico modo per vincere il piatto in quella mano. In genere un bluff puro ha più possibilità di successo quando le probabilità che i nostri avverasri vengano a vedere la mano sono più basse delle pot odds per il bluff (il rapporto della somma del bluf confrontata col piatto).
Per esempio, supponiamo che dopo che utte le carte sono state girate, un giocatore con un punto scarso, con poche probabilità di vittoria, decide che l’unico modo di vincere la mano è quello di mettere in atto un bluff puro.
Si il giocatore effettua una puntata pari alla somma del piatto, il bluff avrà buon esito se le probabilità che gli avversari vadono a vedere sono inferiori al 50%.
· Il Semi-bluff.
In partite con puntate multiple, si definisce un semi-bluff, una mano in cui si scommette con un punto basso che però ha diverse possibilità di migliorare nelle mani successive (flop, turn e river).
Un giocatore che compie un semi-bluff può quindi vincere il piatto in due modi diversi: o i suoi avversari passano, oppure può chiudere il punto, migliorare la sua mano e battere gli avversri.
Per esempio, un giocatore con quattro quinti di colore, può rilanciare nel penultimo round con la convinzione che il suo avversario abbia già una scala, in questo modo, se il suo semi-bluff fallisce, egli ha sempre la possibilità di chiudere il colore nel turn o nel river e battere l’avversario nello showdown.
·
· Lo slow playing
Lo slow playing (chiamato anche sandbagging or trapping) è una strategia di poker totalmente opposta al bluff. Lo slow playing consiste infatti nell’inngannare gli avversari effettuando scommesse basse con un punto alto in mano, piuttosto che scommesse alte con un punto debole (come nel bluff).
In genere,il fine ultimo dello slow play consiste nel coinvolgere gli avversari nel piatto anche quando questi avrebbero intenzione di passare. Le puntate basse servono proprio a questo, a livello
Psicologico, un giocatore con un punto debole propenso a passare la mano, sarà invogliato a rimanere in gioco proprio dalle nostre puntate basse. Il giocatore che pratica lo slow play spera che siano i suoi avversari a rilanciare e quindi ad aumentare il montepremi del piatto. Tuttavia può anche succede che tutti i nostri avversari non rilancino, e quindi che il giocatore con il punto più alto che ha praticato lo slow play si debba accontentare di un piatto misero.
Vi sonio alcune situazioni ottimali che giustificano uno lo slow play:
◦ Un giocatore deve avere in mano un punto alto
◦ le carte comuni non devono permettere ai rivali di superare il punto, ma devono comunque assicurargli un punto per cui valga la pena rimanere in gioco
◦ il piatto non deve essere molto alto



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